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Sappiamo unire la mente, il cuore e lo spirito?

Una breve lettura tratta da uno dei testi della cultura vedica ma così incredibilmente attuale.

Ci sono dei comportamenti in tutti noi che a volte sono talmente ridondanti che forse cominciamo a pensare che è giunto il momento di cercare dentro di noi l’origine per liberarci da qualsiasi credenza su noi o sul mondo che ci frena nella vita

“Essere veramente ignoranti significa respingere con insensibilità di cuore qualunque via ci venga offerta per uscire dai terreni fangosi dell’ignoranza.

Il caso peggiore, comunque, è quello che si ostina a dubitare. Possiede tutto il bagaglio intellettuale necessario per innalzarsi sulle vette, eppure continua ad elencare in modo compulsivo tutte le mancanze,gli ostacoli e i torti con i quali potrebbero cercare di rovinarlo, una cinica voce continua a sussurrare nel suo subconscio”

Paramahansa Yogananda disse una volta:<<colui che dubita è il più infelice dei mortali>>

Una strana tendenza mentale lo spinge al rifiuto, non per disinteresse , il suo dubbio nasce dal timore di trovarsi deluso, quando invece desiderava così tanto essere al sicuro.

La forza di volontà si paralizza, la speranza si inaridisce fino a diventare col tempo un ramoscello secco.

E’ colui che dubita a soffrire di più. I suoi processi mentali, nonostante il suo profondo desiderio di essere buono e di fare la cosa giusta, si paralizzano. Egli si strugge per trovare qualcosa da abbracciare come proprio ideale, ma poi dice a se stesso che, per un motivo o per l’altro, quell’ideale non può esistere.

L’aiutare gli altri a sciogliere i loro dubbi e le loro incertezze diventerà per lui un modo per affermare di essere orientato verso le soluzioni. “

Alzati, dunque, Arjuna: alzati! Trova rifugio nella grande scienza dello yoga. Squarcia con la spada della saggezza i dubbi che senti nel tuo cuore sulla natura del sé (e su chi sei in realtà)

Liberamente tratto da “l’essenza della Bhagavad Gita commentata da Paramahansa Yogananda

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