Formazione triennale di terapista ayurvedico

IL PERCHÉ DI UNA SCELTA

La decisione di diventare un terapista ayurvedico è soprattutto una scelta di vita.

Gli allievi sono persone che hanno sperimentato in prima persona i benefici dell’Ayurveda e qualcosa nella loro vita è cambiato.

Il desiderio di approfondire e intraprendere un percorso di crescita personale e la naturale disposizione a condividere con altri questa scoperta, costituisce una delle maggiori spinte di chi sceglie di avvicinarsi a queste nuove professioni.

La scuola di Ayurveda è anche un’occasione per occuparsi di se stessi almeno due giorni al mese, per condividere trattamenti, esperienze ed emozioni, per stringere nuove relazioni al di fuori del lavoro e della famiglia.

Quando osserviamo le foto di centri benessere, il nostro sguardo si sofferma sulla persona placidamente rilassata nel ricevere un massaggio ma è veramente un peccato non poter percepire lo stato di quiete e benessere generale che si prova quando si è nei panni del terapista ayurvedico.

Sono ormai molte le testimonianze di chi, pur esercitando altre professioni, trova grande beneficio nel dedicare il proprio tempo libero all’Ayurveda e alla sua pratica in qualità di operatore olistico. Per diverse persone è stata una via per superare periodi di depressione o di crisi.

LA FILOSOFIA DELLA SCUOLA

La scuola di terapista ayurvedico nasce dal desiderio di Marina Genzini di dare una struttura didattica al pensiero e agli insegnamenti del Maestro Ayurveda Joytimayananda.

Dal 2000, insieme a Clelia Cicerale e ad altri compagni di scuola, cerca di trasferire i contenuti fondamentali dell’Ayurveda agli occidentali, creando un profilo didattico che rendesse comprensibile questa disciplina.

Ogni anno si sono impegnati nel migliorarsi, nel costruire una scuola che rendesse gli allievi sicuri delle competenze. Nadesh è una scuola di vita, dove ogni allievo ha la possibilità di farsi curare dai propri compagni e può sperimentare su di se quanto l’Ayurveda possa portare giovamento. Una scuola che diventa “casa”. Un’occasione per rinascere come persone e come professionisti.

Il gruppo di insegnanti, si incontra, crea, studia migliorandosi  e vivendo l’insegnamento dell’Ayurveda nella quotidianità. Sono insegnanti quando sono in studio come terapisti ayurvedici e sono terapisti quando sono in aula come insegnanti.

Ciò che li tiene uniti è l’amore per l’attenzione, la sacralità del contatto, il rispetto per chi hanno di fronte e l’affetto e la stima reciproca. Negli anni il gruppo si è aperto, volti nuovi hanno arricchito la Scuola Triennale di Ayurveda con le loro competenze e il loro entusiasmo.

Su queste basi, unendo l’esperienza di terapisti e insegnanti, hanno creato un programma che permette all’allievo di sperimentare l’Ayurveda, di assaporare gesti, parole, pensieri ma soprattutto di costruire mattoni solidi sui quali poggiare le tecniche di massaggio.

Senza un adeguato livello di coscienza e di pratica costante, le tecniche risultano inefficaci e sterili.

LE MATERIE DEL TRIENNIO

 
Yoga

Materia obbligatoria, non si può lavorare con i corpi delle altre persone se non si è in un amorevole contatto con il proprio.

Meditazione

Saper ascoltare è un grande dono che è importante coltivare anche su se stessi. Il mattino, prima di ascoltare tutte le persone che ci circondano o che incontreremo, possiamo dedicarci qualche minuto a ricevere le nostre attenzioni.

Swastasvruta

Stile di vita. Durante il triennio gli allievi imparano a conoscere gli insegnamenti di un corretto stile di vita ayurvedico e ad avere un atteggiamento tenero e di sincero sostegno nell’attuare i cambiamenti che servono a migliorare la propria vita.

Consapevolezza

È un tema costante. Dove siamo? Per raggiungere degli obiettivi è importante sapere qual’è il punto di partenza, l’onestà aiuta a tracciare dei percorsi veritieri  e a scegliere gli strumenti adatti ad ognuno. Ciascun allievo ha un proprio punto di partenza, ma al termine del triennio tutti raggiungono il livello ottimale come operatori ayurvedici.

Filosofia

L’Ayurveda è una filosofia.
È importante comprenderla per poi sapere come utilizzare le differenti tecniche di massaggio, i diversi tipi di oli, in quali stagioni e soprattutto a quale costituzione ayurvedica applicare i trattamenti.

L’Ayurveda mette l’uomo in relazione con il mondo in cui vive, che sostiene l’unione, non la separazione. Ha l’obiettivo di mettere a proprio agio l’individuo, sempre, con la mente, con il corpo e con lo spirito.

Anatomia
e fisiologia occidentale

Sempre a beneficio dell’unione: siamo nati in occidente, abitiamo qui e abbiamo il dovere di conoscere il linguaggio comune, con umiltà, dobbiamo imparare come l’occidente interpreta il nostro corpo e le sue funzioni.

Gli insegnanti hanno integrato con grande saggezza la medicina occidentale alla medicina ayurvedica e hanno fatto dell’unione delle due un punto di forza.

Anatomia
e fisiologia ayurvedica

Il corpo è come una mappa, l’interpretazione delle parti che lo compongono nell’Ayurveda è diversa da quella alla quale siamo abituati.
Esiste un’altra visione del nostro corpo che comprende altri piani.

Analisi ayurvedica

L’involucro-uomo è complesso, tuttavia l’Ayurveda permette di fare delle valutazioni della persona su vari livelli. Durante il triennio l’operatore ayurvedico impara a riconoscere la costituzione, i suoi squilibri e i vari livelli.

L’allievo impara soprattutto a conoscere se stesso e ha modo di sperimentare tutti gli strumenti che impara a scuola.

Tecniche di massaggio

Volutamente per ultima, la materia più affascinante attraverso la quale l’operatore ayurvedico ha la possibilità di esprimersi, nei tre anni saranno approfondite e sperimentate tutte le tecniche di massaggio ayurvedico in maniera approfondita. Partendo dalle manualità più semplici per arrivare alle tecniche complesse del Panchakarma, tradizionale periodo di purificazione ayurvedico.

tecniche di massaggio

Vata abhyanga

Massaggio completo riscaldante, adatto a sciogliere le contratture e alleviare tensioni e dolori dell’apparato muscolo-scheletrico.
Nutre la pelle, ammorbidisce i tessuti, migliora la circolazione e la flessibilità delle giunture, dà stabilità alla mente, porta vigore.
E’ un trattamento ringiovanente e defaticante.

Pitta abhyanga

Massaggio completo rinfrescante, migliora la digestione, porta rilassamento calmando la mente, elimina l’irritabilità e l’eccesso di calore corporeo.

 

Kapha abhyanga

Massaggio completo drenante, utile in caso di ritenzione di liquidi e appesantimento. Ottimo drenante, migliora la circolazione, riduce l’accumulo di grassi, riattiva a livello fisico e mentale.
Dona una buona vitalità, e contribuisce ad alleggerire i pensieri.

Angabhyanga

Massaggio parziale, viene indicato per lavorare in modo specifico su una parte del corpo, la testa e viso, la schiena, le gambe, i piedi.

Abhyanga con fagottini

Tamponamento con sacchettini di erbe medicate, sono piacevolmente caldi e asciutti, antidolorifico, calmante.

 

 

Shiro dhara

Trattamento che porta ad un rilassamento profondo la persona che sdraiata su un lettino, riceve sulla fronte dell’olio tiepido che scende lentamente da un’ampolla appositamente creata. La sensazione di chi riceve è quella di accarezzamento sulla testa, la mente si ferma ed entra in una dimensione senza tempo e senza pensiero.

Pinda Swedana

Applicazione di un impacco, racchiuso in sacchettini, a base di riso, erbe medicate e olio. Il contatto è caldo e umido. Viene preceduto da un massaggio vigoroso e riscaldante, favorisce l’eliminazione di tossine dal corpo.

Pathu

Applicazione di una crema realizzata al momento con erbe polverizzate, favorisce la pulizia dei pori della pelle.

Neerabhyanga

Massaggio delicato e leggero con olio medicato, drenante, favorisce l’eliminazione delle tossine.

Muriabhyanga

Trattamento specifico per facilitare lo scioglimento della muscolatura e delle articolazioni. Libera dalle tensioni e dalla stanchezza.
Chi riceve si sente piacevolmente rilassato ma allo stesso tempo con una rinnovata energia. Ottimo per chi pratica sport.

Swedana

Significa “fomentazione” cioè ”sudorazione”.
Si può definire un bagno di vapore. E’ una tecnica che ha l’obiettivo di aiutare ad espellere le tossine attraverso la sudorazione. Durante questa terapia la testa invece rimane all’esterno perché, secondo la tradizione ayurvedica, è importante che rimanga fresca.

Katu basti, Chakra basti,
Hridaya basti

Trattamento nel quale si applica su alcune parti del corpo (zona sacrale, addome, petto) una “ciambella” di pasta che viene poi riemPitta di olio caldo. L’obiettivo è quello di far penetrare l’olio medicato in profondità per lenire dolori, disinfiammare la zona, sbloccarla a livello energetico.

 

Karna, Netra e Nasya

La cura degli organi di senso, orecchie, occhi e naso.
È di fondamentale importanza prendersi cura delle porte d’ingresso del corpo per meglio relazionarsi con il mondo circostante attraverso canali puliti.

Patrapotli


Fagottini con erbe, la loro azione cambia con la miscela di erbe che si utilizza.

Udwartana

Un trattamento specifico che asciuga e drena grazie alle erbe ayurvediche polverizzate, distribuite sul corpo attraverso il massaggio. Alleggerisce e riscalda, lasciando la pelle liscia e levigata. Agisce sul tessuto adiposo sciogliendolo. Tutto il corpo ne trae grande beneficio.

Snehana

Trattamento a quattro mani, il significato della parola è oliazione, questo trattamento viene utilizzato nelle pratiche di purificazione, ammorbidisce i tessuti e favorisce lo smaltimento delle tossine.


Un percorso scolastico ma anche di vita
un viaggio in una visione della vita veramente olistica