Stile di vita

A Natale fai il regalo giusto – Ti aiuta l’Ayurveda!

Al Vata: regalagli un sogno, una visione, un viaggio, un’esperienza. Un’uscita insieme, una caccia al tesoro o una cena con tanta gente. Nutri la sua mente, la sua curiosità, lascialo volare alto nel cielo verso un dove vicino solo per pochi.

Ma se lo vuoi aiutare a stare in questo mondo, regalagli una danza, un massaggio o del giardinaggio, tienilo al caldo, vicino a un camino con un bicchiere pieno dì vino. Con tanti dolci piccoli e diversi dai sapori esotici dal gusto lontano.

Al Pitta regala la luce, lo splendore, la bellezza. Una cena stellata, una prima al teatro, un palco dove esibirsi e una terra dove sfidarsi. Un oggetto speciale frutto di un pensiero dedicato.

Ma se lo vuoi rinfrescare, regalagli una cascata, un lago cristallino, una notte di stelle, un massaggio alla testa e una macedonia gigante

Al Kapha regala l’eleganza, abiti regali, gioielli e tesori. Auto grandi, castelli infiniti e giardini profumati. Amore infinito, ascolto senza tempo e spazio per stare comodi.

Ma se lo vuoi alleggerire, fallo ridere, porta un po’ dei suoi pesi, apri il cancello e fallo scappare dalla noia, fallo sentire leggero nell’oceano

Sei scarico/a ma sai il perché?

Se il tuo sonno non è riposante la sua qualità o quantità non è adeguata, l’Ayurveda da’ alcuni suggerimenti per regolarizzarla

  1. Evita di compiere attività che siano stimolanti o eccitanti, come stare al computer, guardare film, programmi cruenti o che sollecitino troppo le emozioni
  2. Evita di cenare tardi la sera e se proprio non puoi farne a meno, prendi qualcosa di leggero dal gusto dolce come un bicchiere di latte caldo o, se sei intollerante al latte, un bicchiere di una bevanda al gusto di latte
  3. Sei non fai meditazione, prova a fare un esercizio rilassante prima di dormire o prima di cena

Se dopo mangiato ti senti appesantita/o, gonfia/o, con un po’ di sonnolenza, forse digerisci con fatica, e questa fatica si ripercuote sulla tua energia. Le cause di una cattiva digestione possono dipendere da diversi fattori

  1. il nostro potere digestivo (Agni) potrebbe essere diminuito. È un fattore individuale e si modifica anche nel corso della vita
  2. Una dieta inadeguata alla nostra tipologia (dosha) o alla stagione o al nostro stato di salute può creare problemi di digestione
  3. il luogo e il modo in cui consumiamo i pasti, a volte può bastare mangiare in un posto silenzioso con calma, rinunciando a lavorare.

Non solo il cibo va digerito ma anche le emozioni e le preoccupazioni. Anche questa capacità digestiva è diversa per ciascuno di noi e cambia nelle diverse fasi della vita. A 20 anni affrontiamo certi eventi della vita con una maggiore capacità digestiva, esattamente come con il cibo. Se siamo in sovraccarico ci sentiamo stanchi e sfiniti. Può succedere che abbiamo dei tempi di digestione emotiva più lunghi di quelli che avevamo previsti. In questa situazione di indigestione emotiva abbiamo 2 soluzioni

  1. ridurre il carico di problemi
  2. imparare a mettere in relazione il nostro tempo di digestione e i problemi/emozioni da gestire

Noi non siamo fatti di sole molecole, di sola struttura pesabile e osservabile, siamo creature complesse con bisogni diversi. Abbiamo bisogno di essere allegri, leggeri, gioiosi, esattamente come abbiamo bisogno di bere e di mangiare. Ignorare questo bisogno può farci sentire stanchi e demotivati. L’equilibrio è dato anche dall’organizzare del tempo per nutrire la nostra voglia di allegria, leggerezza e vitalità.

 

Vero/falso – 5 cose da sapere sull’Ayurveda

L’ayurveda è solo un massaggio con l’olio – Falso – l’Ayurveda è un’antica medicina che comprende 8 specializzazioni simili a quelle della nostra medicina

L’Ayurveda ha senso solo in India – Falso – Esistono diversi centri ayurvedici in Europa di ottima qualità con specialisti con diversi gradi di competenze

E’ possibile fare un Panchakarma in una settimana – Falso, tuttavia in molti centri ayurvedici fanno degli eccellenti percorsi di purificazione adattandoli ai bisogni e ai tempi dei pazienti

Per seguire un’alimentazione ayurvedica devi saper cucinare indiano – Falso, i principi ayurvedici, in quanto principi, si adattano agli ingredienti dei nostri climi e del nostro territorio. Sicuramente bisogna saper combinare e saper scegliere gli alimenti.

Sicuramente non mi piace la cucina ayurvedica, perché non mi piace il piccante – Falso, non tutte le spezie hanno gusto piccante, conoscere bene le spezie è fondamentale per trasformare gli alimenti e renderli digeribili.

RILASSAMENTO ADEGUATO

Quando il corpo e la mente abusano del troppo lavoro, la loro naturale efficienza diminuisce. L’attuale stile di vita non favorisce né praticamente né culturalmente il rilassamento. Eppure il rilassamento e il riposo sono gli strumenti naturali per ricaricarsi, ma purtroppo molti di noi hanno dimenticato come fare. Spesso accade che l’energia prodotta dal corpo viene consumata dal cattivo umore, dalla rabbia, dalle ferite o dalla paura. La repressione o l’esplosione delle emozioni violente spesso è il risultato di emozioni non “digerite” che crescono in maniera anomala nel nostro corpo e nella nostra mente. Le tecniche di Raja Yoga e di Yoga Nidra aiutano a superare questo stato e inducono il completo rilassamento del corpo e della mente. Durante il rilassamento profondo viene consumata una quantità minima di energia. Solo un minimo dispendio energetico è richiesto per il sistema circolatorio e per mantenere il corpo in una condizione normale, mentre la quantità rimanente viene immagazzinata e conservata.

PENSIERI POSITIVI E MEDITAZIONE

I pensieri sono di due tipi: positivi o negativi. Pensare positivamente è un’attitudine mentale e emozionale focalizzata sul lato luminoso della vita e nell’aspettativa di risultati positivi. Una persona positiva anticipa la felicità, la salute e il successo e ha fiducia nel fatto che supererà tutte le difficoltà.

Pensare negativamente è quell’attitudine che porta alcune persone a trovare il peggio in tutte le cose, a ridurre le aspettative ai minimi livelli perché focalizzati sui peggiori scenari possibili.

Di seguito alcuni suggerimenti per coltivare pensieri positivi:

  1. Usa solo parole positive per esprimerti
  2. Scaccia tutte le sensazioni che non sono positive
  3. Usa parole che evochino forza e successo
  4. Fai affermazioni positive
  5. Dirigi i tuoi pensieri con efficacia
  6. Credi nel tuo successo
  7. Analizza gli errori

La meditazione è ciò che ti da un riposo profondo. La meditazione è quell’attività nella quale i praticanti semplicemente si siedono e permettono alla mente di dissolversi. A livello fisico la meditazione aiuta a prolungare il processo anabolico della crescita e riduce il processo di decadimento delle cellule. Il riposo che deriva dalla meditazione è molto più profondo di qualsiasi sonno si possa fare. Quando la mente diventa libera dall’agitazione, quando è calma, serena e in pace, allora la meditazione accade. Ci sono tanti metodi di meditazione ma in ogni caso chi medita diventa più consapevole di ciò che gli accade a livello mentale ed emotivo e questo permette di dilatare il tempo necessario per scegliere che azioni compiere, siano esse verbali che fisiche. Anche i pensieri che generiamo possono venir controllati, gestiti o cambiati, a seconda di ciò che è più salutare per noi. E’ stato provato scientificamente che i pensieri positivi portano risultati positivi. Poiché la meditazione porta ad avere pensieri più positivi, anche il normale decadimento del corpo rallenta il suo decorso e contribuisce a mantenere un ottimo livello di salute

DIETA ADEGUATA

La dieta yogica consiste nella scelta di cibi semplici, puri e naturali, salutari e facili da digerire. Cibi biologici, possibilmente cresciuti nelle vicinanze, direttamente dalle mani del contadino. Cibi cresciuti in un terreno fertile, libero da pesticidi e geneticamente non modificati. Tutte le variazioni dei processi nella crescita e nella cottura riducono e in alcuni casi distruggono i valori nutrizionali del cibo. Il cibo che è cresciuto direttamente al sole contiene tutte le proprietà principali per lo sviluppo di una vita sana. Dobbiamo comprendere che la nostra scelta nel cibo serve a portarci verso una qualità di vita ricca di energia e di Prana. E’ importante evitare cibi eccessivamente stimolanti se consideriamo gli effetti sottili che il cibo ha sulle nostre emozioni. Un cibo adeguato può rendere la mente calma e l’intelligenza acuta.

Possiamo quindi concludere che una dieta yogica può aiutare ad alzare la qualità della vita attraverso una buona salute nel corpo, una buona energia vitale, un intelletto acuto e una mente calma.

 

ESERCIZI ADEGUATI

Esiste una varietà di esercizi pressoché infinita per sviluppare la forza fisica. Nello yoga le posture, posizioni, vengono chiamate Asana. Lo yoga è una pratica del corpo che ha lo scopo di ampliare le facoltà mentali e di elevare l’uomo spiritualmente. E’ quindi inscindibile l’aspetto spirituale nello yoga. La salute è uno stato nel quale tutti gli organi funzionano in armonia con la mente e con lo spirito e non può essere solo uno sviluppo della muscolatura sia essa nella potenza che nella sua elasticità. I movimenti violenti producono una quantità eccessiva di acido lattico nei muscoli e questo porta ad un senso di eccessivo affaticamento. Le asana di yoga vengono fatte lentamente e mantenute fino al limite di comodità, stato assolutamente diverso per ciascuno di noi. Si rimane focalizzati sulla salute della colonna, sulla sua forza e la sua flessibilità. La nostra colonna ospita il sistema nervoso e il mantenimento in salute della nostra colonna attraverso le asana adeguate garantisce una buona salute delle percezioni attraverso i nostri nervi, una buona circolazione e sostiene l’ossigenazione. Le asana lavorano sugli organi interni mantenendoli in salute. Praticando con lentezza e con una respirazione profonda e consapevole, le asana vanno oltre i benefici fisici e rinforzano le facoltà mentali creando un equilibrio corpo-mente.

IL PRANA E L’AYURVEDA

L’Ayurveda e lo yoga sono sorelle generate dalla stessa cultura, dalla stessa terra, sotto lo stesso cielo. Nell’Ayurveda sono stati individuati cinque tipi di movimenti sotto i quali sono stati raggruppati tutti i movimenti che governano le funzioni del nostro corpo. Il primo e più importante tra tutti si chiama proprio Prana Vayu. Prana Vayu è responsabile del movimento che dall’esterno va verso l’interno e che dall’alto va verso il basso. Prana Vayu è responsabile del movimento che conduce il Prana, l’energia vitale, dall’esterno all’interno. E’ quel movimento che mette in comunicazione l’uomo con il cosmo. La sede di questo movimento è la cavità cranica e muovendosi verso il basso attraverso la gola, la trachea, il cuore, i polmoni e il diaframma, è naturalmente il responsabile principale della respirazione. Prana Vayu è responsabile dei movimenti che avvengono nella nostra mente, delle percezioni, delle sensazioni, dei sentimenti, delle emozioni e dei pensieri.

Se seguiamo questo movimento, possiamo capire le dinamiche della nostra mente e rintracciare il punto esatto dove si è formato un pensiero che ci ha condizionato.

Il Prana è pura coscienza ed è privo di movimento. Perché si muova è necessaria l’energia di Vayu. Il loro incontro dà origine a Prana Vayu e l’energia vitale si trasferisce dal cosmo all’uomo. Nel momento in cui il prana si muove in una direzione, diventa attenzione, l’attenzione diventa percezione. Attraverso la percezione il Prana crea la sensazione passando attraverso i sensi. Le sensazioni diventano sentimenti e i sentimenti danno origine alle emozioni. Quindi l’emozione è la reazione al flusso del Prana e tutte le emozioni vengono dalla memoria.

Chi controlla il Prana, controlla la mente. La mente è un flusso di pensieri, così come il fiume è un flusso d’acqua. Se il pensiero è chiaro, il fiume è pulito. Se l’acqua è sporca, fangosa o inquinata, il fiume sarà inquinato. Se l’acqua è troppa, il fiume esonderà, se l’acqua diminuisce, il fiume rimpicciolisce. Così l’acqua, così il fiume.

Migliorando i nostri pensieri, miglioriamo la nostra mente, migliorando la mente, miglioriamo noi stessi.

LO YOGA E IL BENESSERE

Lo yoga vede la vita come un cerchio nel quale si susseguono le diverse fasi: la nascita, l’infanzia, la giovinezza, l’invecchiamento e la morte. Nelle prime fasi di vita la qualità del rinnovamento cellulare è altissima. Più avanziamo con l’età e più il nostro organismo va verso il declino. Per questo motivo gli antichi Vaidya cercarono un sistema per ritardare il più possibile i processi dell’invecchiamento. Per mantenere il corpo e la mente forti e stabili. Questo sistema si chiama Yoga, è una disciplina basata sul vivere semplice e mantenere i pensieri elevati. Questa disciplina include 5 vie che sono al tempo stesso degli strumenti:

  1. Respirazione adeguata
  2. Dieta adeguata
  3. Esercizi adeguati
  4. Rilassamento adeguato
  5. Pensieri adeguati e meditazione

 

Iniziamo con
1. RESPIRAZIONE ADEGUATA

La maggior parte delle persone tuttora non sa come respirare correttamente e usano solo una parte della propria capacità polmonare. Respirano superficialmente ed espandono il loro torace tenendo le spalle chiuse. In questo modo soffrono di mancanza di ossigeno.

Ci sono tre modi di respirare considerati la base di una corretta respirazione:

  1. La respirazione clavicolare
  2. La respirazione toracica
  3. La respirazione addominale

Tra questi tre tipi di respirazione, la migliore è quella addominale che utilizza la capacità polmonare maggiore. Con il corretto uso del diaframma il respiro diventa lento e profondo. La respirazione completa include tutti e tre i tipi di respirazione incominciando con la respirazione lenta e profonda, continuando attraverso quella intercostale e terminando con quella clavicolare. Quando inspiriamo l’addome si espande e quando espiriamo l’addome si contrae.

Le tecniche diverse usate nel Pranayama iniziano controllando i polmoni dai quali viene amministrato il Prana (l’energia vitale).

Quando il Prana è sotto il nostro controllo, anche tutte le manifestazioni del Prana che avvengono a livello fisico rientrano sotto il nostro controllo. Quando noi siamo in grado di fare ciò, il nostro corpo e la nostra mente raggiungono uno stato di benessere.

EQUILIBRIO TRA CORPO, MENTE E SPIRITO

È ormai assodato che il concetto di salute è un concetto che va ben al di là dell’assenza di malattia. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ridefinito il significato del termine benessere “ …uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solamente l’assenza di malattia o infermità”.

Non si può parlare di benessere ayurvedico senza parlare di yoga e di meditazione.

Mantenere un alto livello di benessere è una condizione ormai diventata necessaria per una buona qualità di vita. Il come stiamo, il come stiamo in un senso che comprenda corpo, mente, spirito, è un argomento che non può più essere confinato nell’ambito del benessere mordi e fuggi.

Ogni azione che compiamo, ogni emozione che proviamo, sono in stretta relazione e il nostro stato di salute, benessere, malessere, influenza il nostro pensiero e il nostro corpo. Da qui il circolo vizioso, ma da qui anche la soluzione.

Parlare di ridurre il livello di stress non basta perché è un concetto assolutamente personale, individuale, per un bambino piccolo può essere affrontare un’ora senza la mamma, per un pilota può essere il suo primo volo senza istruttore. Per ridurre lo stress dobbiamo prima diventare consapevoli di cosa effettivamente è un fattore stressor negativo. Ma non basta ancora, ciò che oggi viviamo con stress, in un’altra situazione, con altre persone, possiamo affrontarlo in modo diverso.

Ridurre lo stress, ridurre il rischio di malattie, coltivare pensieri e relazioni positive sono i rimedi indispensabili per raggiungere uno stato di benessere.
Siamo tutti d’accordo che esistono diverse dimensioni di benessere, quello fisico, quello emozionale, quello spirituale e quello sociale.

Il benessere fisico è in relazione al mantenere un corpo in salute, curando i disturbi laddove insorgano. La salute fisica si ottiene attraverso esercizi, una dieta appropriata, un’attenzione al sonno e all’insorgenza di segnali di possibili disturbi.

Il benessere emozionale è in relazione alla comprensione delle emozioni che proviamo, alla comprensione di come la nostra mente funziona.

È importante prestare attenzione allo sviluppo delle risorse interiori in modo da poter imparare e crescere attraverso le nostre esperienze.

Il benessere emotivo ci permette di accettare ciò che proviamo, una volta accettato ciò che proviamo, possiamo incominciare a cercare di capire perché lo proviamo. Solo a questo punto del processo siamo in grado di decidere che tipo di azione intraprendere.

Essere emotivamente equilibrati, ci garantisce la forza di esprimerci senza alcuna costrizione, di essere capaci di gioire nell’esprimerci, e di essere capaci di creare relazioni sane con gli altri.

Il massaggio con olio e i benefici per gli atleti

Chiunque abbia un minimo di conoscenza della meccanica, può comprendere come l’oleazione sia fondamentale nel mantenere in buona salute il movimento di un qualsiasi ingranaggio. L’uomo è in parte una macchina che si muove e come tale ha bisogno che i propri ingranaggi vengano ben lubrificati. Quest’azione lubrificante mantiene i tessuti sani ed elastici.

Il massaggio con olio è consigliato come azione preventiva, e si rende indispensabile in casi di affaticamento eccessivo, ripristina tutte le funzioni legate a Vata (movimento, leggerezza, velocità) tonifica e rinforza il tessuto muscolare. Rende il corpo robusto e lo nutre.

Nell’antico testo di Asthanga Hridaya, viene prescritto un massaggio completo con olio medicato dopo ogni attività fisica intensa (i nostri attuali allenamenti).

Si parla molto di uno stile di vita stressante e competitivo, e se ciò è vero per le persone comuni, ancora di più lo è per un atleta che ogni giorno viene spinto a superare un record e a mantenere un alto livello di performance.

Se un atleta vuole raggiungere il successo, deve mantenere la forma fisica sempre ai massimi livelli. L’ayurveda, grazie alla sua visione olistica si occupa di tutte e 4 le aree di lavoro della salute di un atleta: resistenza, flessibilità, velocità e forza. Le indicazioni, che riguardano l’alimentazione, la meditazione, l’attività fisica, sono però estremamente individuali poiché, secondo l’ayurveda, ogni individuo è unico e la sua costituzione si basa sulla teoria dei tridosha (le tre costituzioni che si basano sugli elementi e le loro caratteristiche).

Per riassumere nell’ayurveda possiamo dire che si tengono conto di fattori quali l’età, il genere maschile o femminile ma soprattutto della costituzione di base ci ciascun individuo.

Un atleta di costituzione Vata/Pitta è sicuramente favorito poiché Vata promuove il movimento e Pitta il metabolismo. La dominanza di Vata aiuta nella velocità e quella di Pitta nella determinazione.

Un eccesso di allenamento, invece, danneggia l’atleta. Vata viene aggravato, l’atleta perde vigore e le performance si abbassano di livello. Ma non è tutto, Vata aggravato danneggia anche il metabolismo.

Ecco perché il massaggio con olio diventa un rimedio indispensabile per tenere sotto controllo Vata.

Per l’Ayurveda tutti gli aspetti della vita di un atleta sono importanti in egual misura. Quando si sente debilitato, l’aiuto che gli viene proposto include la dieta, i prodotti ayurvedici, il massaggio e l’attenzione agli esercizi di compensazione.

L’ayurveda e la salute dell’atleta

Per un atleta, più che per qualsiasi altra professione, un infortunio può comportare uno stop definitivo alla carriera.

L’ayurveda prescrive come misura preventiva, per chiunque, un regime di vita quotidiano e stagionale, terapie per mantenere lo stato di salute e per la purificazione e massaggi con oli medicati.

La routine giornaliera include una dieta che sia in accordo con il proprio dosha (la costituzione con la quale noi nasciamo) e un modo di vivere etico. Inoltre uno stile di vita personalizzato include mantenere un rapporto adeguato con l’attività fisica, con il lavoro, con il sonno ecc.

Il rilievo che l’ayurveda dà alla costituzione di base (Vata, Pitta e Kapha), permette di creare un programma per la salute assolutamente personalizzato. Uno stile di vita e una dieta appropriata portano una mente stabile e un corpo sano.

In aggiunta ai rimedi strettamente ayurvedici, tra le indicazioni troviamo molto spesso l’incoraggiamento alla pratica dello yoga e della meditazione. La storia dello sport abbonda di esempi di atleti ricchi di talento crollati a causa di una mente instabile.

L’ayurveda a livello fisico ha come scopo ultimo quello di aumentare la forza ed elasticità del corpo per portarlo verso un maggior stato di flessibilità.

Per raggiungere tale obiettivo l’Ayurveda utilizza trattamenti come l’Abhyanga, il Nasya, il Panchakarma e i prodotti naturali a base di erbe ayurvediche come il Chawanprash, l’Aswagandha, il Brahmi ecc.

Nell’antico testo ayurvedico Asthanga Hridaya, si parla di come l’esercizio porta leggerezza nel corpo, la resistenza, migliora il potere digestivo e aumenta la capacità di bruciare il grasso in eccesso. Si tenga presente che questo testo risale a tremila anni fa. Ma ciò che forse può sorprendere maggiormente è che già allora venissero sottolineate le conseguenze dell’abuso dell’attività fisica: sete eccessiva, emaciazione, dispnea, sanguinamenti, la sensazione di essere debilitati, tosse, febbre e vomito. Letteralmente nell’antico testo, questo stato di profonda debilitazione viene paragonalo “al leone dopo aver sconfitto un elefante”.

La maggior parte degli infortuni, che sono fatali per la carriera di un atleta, includono fratture e distorsioni che danneggiano il tessuto muscolare.

Non si può fare molto per impedire la frattura direttamente, ma vi sono invece diversi trattamenti ayurvedici che hanno lo scopo di rendere i muscoli più resistenti allo stress al quale vengono sottoposti. Soprattutto sotto gara, quando l’allenamento spinto all’eccesso, li porta verso un affaticamento cronico con conseguente perdita di flessibilità, rendendoli candidati ideali per un infortunio.

L’ayurveda da diverse indicazioni per mantenere i tessuti lubrificati e quindi flessibili. Primo tra tutti l’uso di oli medicati che oltre ad agire come lubrificante, contengono le erbe officinali che coadiuvano la disintossicazione e nel lenire i dolori degli stati infiammatori.