I seminari

6 novembre 2018 e 12 marzo 2019 – LA PACE DEL CUORE

La PACE del CUORE
Pratica esperienziale per ritrovare la pace in se stessi. Relatore: Antonio Pacetti

 

Questa pratica è stata creata piano piano, a partire dal 1996, prendendo spunti ed indicazioni da diversi orientamenti spirituali e da tecniche dell’Oriente e dell’Occidente, antiche e moderne.

In un seminario esperienziale, viene proposta una pratica unica ed originale, da svolgere pochi minuti al giorno, che contribuisce a risolvere il Bisogno dell’uomo moderno di vivere la Relazione con se stesso e con gli altri, in pace ed in equilibrio.

 

Lo Scopo si raggiunge coordinando quattro strumenti fisici che abbiamo già: i Polmoni, il Cuore, la Colonna vertebrale e la Mente.

Nell’incontro vengono effettuati esercizi per unire le attività dei quattro organi: il Respiro in sintonia con il Battito cardiaco, effettuando una Camminata, e mormorando le Parole di una frase esortativa o di una Preghiera.

La Pace del Cuore è una pratica da fare senza sforzo, quando uno se la sente di farla ed è “personalizzata”: ciascuno potrà utilizzare tutti o alcuni dei quattro strumenti fisici, in base ai propri Bisogni del momento, fino al punto di raggiungere l’Obiettivo di farsi guidare nelle scelte quotidiane.

La pratica è efficace e spesso risolutiva di disagi e sofferenze a livello fisico ed emotivo (“quando il cuore è in Pace, tutto è possibile”).

Con La Pace del Cuore si attiva un senso di distacco, e si può così osservare ciò che siamo e ciò che ci accade, limitando il coinvolgimento emotivo ed i condizionamenti ambientali.

Con La Pace del Cuore, e con il supporto della Numerologia vedica, si vanno ad esaltare i talenti dati, e si dà luce alle proprie zone “ombra”, che interferiscono e distorcono il processo individuale di crescita. Forse il cosiddetto percorso spirituale è proprio questo: rivolgere l’attenzione al vedere, ascoltare, accogliere tutto quello che ci è dato e tutto quello che è dato agli “altri”.

La Pace del Cuore, utilizzando elementi fisici e materiali (i quattro organi del corpo), ci sostiene e ci indirizza nell’individuale percorso spirituale. (“L’Anima, che per le persone comuni è la vetta della spiritualità, per le persone spirituali è quasi carne”)

 

 

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La Pace del Cuore viene insegnata in un incontro unico che dura circa quattro ore

Al termine del Seminario viene consegnato un MANUALE tascabile che riporta le cose dette e fatte durante il Seminario.

Dopo il Seminario, ciascun praticante, via email, può verificare, condividere e approfondire la propria esperienza.

info e prenotazioni:
info@nadesh-ayurveda.com
Tel. +41 79 924 69 47

Per saperne di più, c’è un video su www.numerologiavedica.it

22 gennaio 2019 e 2 aprile 2019 – IL PASSAGGIO DALLA VITA ALLA MORTE

SEMINARIO

Cos’è la morte? Come prepararci al passaggio? L’accompagnamento del morente.

Relatore: Antonio Pacetti

“Sei un oceano di Beatitudine, ma te ne rendi conto solamente quando raggiungi il mare” 

Il Seminario è decisamente particolare, sia per l’argomento (il racconto di una morte “vissuta”) che per le modalità con cui si svolgerà.

Nell’incontro saranno comunicate e condivise solamente conoscenze in base ad esperienze accadute.

L’incontro ha lo scopo di esporre conoscenze ed esperienze, dato che si ha paura solamente di tutto ciò che non si conosce.

La morte fa paura perché non sappiamo cosa sia.

Inoltre, tutto quello che ci hanno raccontato sulla morte semplicemente non esiste.

L’unica certezza che si realizzerà nella vita di ciascuno, è che un giorno moriremo. Dall’infanzia, ci prepariamo a tutto (che non si realizzerà mai al 100%), ma non ci prepariamo all’unica cosa che si realizzerà al 100%: cioè, che moriremo.

Nello svolgersi dell’incontro, ci ritroveremo a fare riferimenti ad orientamenti culturali e spirituali, occidentali ed orientali.

Durata dell’incontro: circa 4 ore.

Prima parte:

Cosa è la morte.

La “mia” esperienza di morte, durata 10 / 15 ore.

Cosa accade durante il passaggio: le cinque fasi del passaggio. Ma il morente soffre fisicamente ?

Cosa accade dopo il passaggio.

Considerazioni sugli espianti degli organi.

Come lo svolgersi della vita è diverso per ciascuno, così le modalità del morire e del dopo-morte sono diversi per ciascuno.

E, al tempo stesso, come le “fasi” principali nella vita sono uguali per tutti, così le “fasi” principali nel passaggio e nel cosiddetto dopo-morte sono uguali per tutti.

I falsi condizionamenti culturali. Salvezza o punizione.

La morte che ci hanno raccontato e ci raccontano, semplicemente non esiste.

Il condizionamento e l’inganno culturale, tutt’ora attuali, della Divina Commedia di Dante Alighieri.

MEDITAZIONE

Seconda parte:

Come prepararsi alla morte. L’accompagnamento del morente

 (sarà consegnata una dispensa)

Come prepararci “in vita” al passaggio.

Avere consapevolezza di Chi “governa” il passaggio.

Distinzione fra l’accompagnamento del morente e l’assistenza al morente. La protezione del morente durante il passaggio e dopo il passaggio.

La non coincidenza fra la fase di abbandono del corpo e la cessazione delle attività vitali.

Come sia possibile accompagnare il morente (qualche minuto di meditazione collettiva).

Dopo la cessazione di ogni attività vitale, cosa fare e cosa non fare nella prima mezz’ora, nei primi due/tre giorni, nelle sette settimane successive.

Per saperne di più c’è un video in www.numerologiavedica.it

CORSO DI MEDITAZIONE

Continuano anche nel 2017 gli incontri con Marina, pensati per condividere
non parole ma il silenzio, per imparare ad ascoltarci,
per ritrovare uno stato di quiete dentro di noi
attraverso tecniche del respiro,
visualizzazioni e letture di persone che hanno saputo scrivere parole che infondono coraggio, gioia e pace.

Un grande maestro ha scritto: “senza uno stato di pace, non può esserci la gioia”

TUTTI I VENERDì dalle 14.00 alle 15.00

200 chf 8 incontri

ho partecipato alla prima meditazione nel 1980 e puntualmente mi addormentavo, sapevo che era la via giusta ma non trovavo la meditazione adatta a me. Non ho mollato e quello che voglio offrire è la mia esperienza…sperimentare, sperimentare e sperimentare.

Ho iniziato con la meditazione zen, legata alle arti marziali, molto dura, severa. Sono stata poi attratta dal training autogeno, piu’ psicologico, mi è piaciuto tantissimo. Negli anni`90 ho iniziato a praticare Raja Yoga e qui ho trovato “casa”, ero a mio agio, lo yoga non l’ho piu’ abbandonato e cosi’ tutte le sue forme di meditazione.

Casualmente…nulla avviene per caso… ho avuto l’opportunità di avvicinarmi alla Vipassana e dopo qualche anno di pratica, nel 2005, ho potuto partecipare ad un ritiro di meditazione di 5 giorni, Vipassana, in completo silenzio guidato da Corrado Pensa. E’ stata una delle esperienze piu’ importanti della mia vita.

Questa ricerca nella meditazione è cresciuta negli anni insieme ai miei studi per l’ayurveda, da questi due pilastri della mia vita è nata la consapevolezza che ciascuno di noi ha un’energia diversa e diverso deve essere l’approccio alla meditazione.

Senza meditazione non c’è consapevolezza, senza consapevolezza non c’è intervallo tra uno schema automatico e l’opportunita’ di rispondere alla vita in modo sempre nuovo e originale.

(Marina)